L'AdP è una
scuola di santità; ci aiuta a "fare un cammino di fede";
perchè ci fa vivere il Battesimo, e l'Eucaristia nello spirito
del sacerdozio comune dei fedeli; l'AdP propone tre impegni fondamentali
e progressivi: l'Offerta quotidiana; la Consacrazione; la Riparazione
tutto questo, nel quadro della spiritualità del Cuore di Gesù.
L'AdP propone di formare e guidare il Popolo di Dio nel suo cammino
di fede (salvezza, santità); ossia nel conoscere e amare: Dio
Padre: creatore, provvidente, misericordioso;
Gesù Cristo: Verbo incarnato, Redentore, unico Mediatore tra
noi e Dio, "Sacro Cuore";
lo Spirito Santo: amore che unisce il Padre e il Figlio; "anima"della
Chiesa; che abita in ciascuno di noi e ci rende spiritualmente vivi,
ci anima e ci consola, ci guida, ci santifica.
Poichè Maria, madre di Gesù e madre della Chiesa; conduce
a Gesù e, per mezzo di lui, al Padre, ci è modello di
docilità allo Spirito Santo, l'AdP la venera con amore filiale.
Il metodo della capillarità (animatori, Biglietti Mensili,
rete di contatti regolari/mensili).Metodo che fa dell'AdP uno strumento
valido per una Nuova Evangelizzazione e per il rinnovamento profondo
delle parrocchie nel senso del Concilio Vaticano II; la formazione
all'esercizio dell'apostolato.
Le intenzioni mensili, del Papa e dei nostri Vescovi, ci orientano
a "sentire con la Chiesa" e sono finestre aperte sui problemi
attuali del mondo; esse ci aiutano ad agganciare la nostra vita spirituale
alla realtà delle "gioie e delle speranze, delle tristezze
e delle angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti
coloro che soffrono..."(GS 1); di più: mobilitando intorno
a questi problemi la preghiera e l'offerta di tanti milioni di persone,
le intenzioni mensili hanno un grande valore di impetrazione.
Il
sacro Cuore di Gesù
Una delle devozioni più diffuse tra il popolo cristiano è
la devozione al sacro Cuore di Gesù. Non si tratta tuttavia
di una devozione fra tante, perché è stata rivestita
dalla Chiesa di una dignità tutta particolare e si situa al
centro della rivelazione cristiana.
Il documento guida in materia è certamente l'enciclica di Pio
XII, Haurietis aquas (Attingerete alle acque) del 15 maggio 1956,
testo che andrebbe letto e meditato per intero. Questa devozione -
contenuta in germe nella Sacra Scrittura, approfondita dai santi Padri,
dai Dottori della Chiesa e dai grandi mistici medioevali - ha avuto
un particolare incremento e la sua configurazione odierna in seguito
alle apparizioni di Gesù Cristo a santa Margherita Maria Alacoque,
nel monastero di Paray-le-Monial, a partire dal 27 dicembre 1673.
Da allora, superate numerose difficoltà teologiche e liturgiche,
si è diffusa rapidamente fra tutte le categorie del popolo
cristiano, mentre la Chiesa la ha elevata alla dignità liturgica
di «solennità». In effetti essa rappresenta il
centro della spiritualità cristiana e la chiave di comprensione
insieme più semplice e più profonda di tutta quanta
la storia della salvezza.
Non è un caso che le apparizioni a santa Margherita Maria si
situino nel momento cruciale di affermazione del mondo moderno e che
il simbolo del sacro Cuore sia apparso sempre come il più caratteristico
in tutti i movimenti di resistenza alle correnti anticristiane della
modernità.
Pio XII sottolinea che - nonostante l'importanza di Paray-le-Monial
per il suo sviluppo - l'origine della devozione è nella Scrittura.
E' lo stesso Gesù che per primo presenta il suo Cuore come
fonte di ristoro e di pace: «Venite a me, voi tutti, che siete
affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo
sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete
ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e
il mio carico leggero» (Mt 11,28-30).
In san Giovanni si legge come venne trafitto il Cuore di Cristo, l'uscita
da esso del sangue e dell'acqua e il particolarissimo significato
simbolico che il quarto evangelista attribuisce al fatto (Gv 19,33-37).
Anche nell'Apocalisse Gesù è presentato come un Agnello
«ucciso», cioè «trafitto» (cfr. Apoc
5,6; 1,7).
Detto questo le apparizioni a santa Margherita Maria conservano un'importanza
eccezionale. Si dovrebbe anzi dire che nella storia della Chiesa nessun'altra
comunicazione divina - al di fuori della Bibbia - ha ricevuto tante
approvazioni e incoraggiamenti dal magistero della Chiesa come le
rivelazioni del Cuore di Cristo a Paray-le-Monial.
In esse sono particolarmente famose «le dodici promesse».
Come nella Bibbia, Dio lega il suo intervento a delle «promesse».
Se l'Alleanza in Gesù Cristo si è fatta definitiva,
essa è tuttavia ancora aperta nella storia, perché continuamente
offerta alla libertà dell'uomo, finché dura il tempo
in cui si può meritare. Al «vero devoto» del sacro
Cuore, cioè a chi è ben convinto di essere, con i propri
peccati, colui che ha «trafitto» il Cuore di Gesù
e, consapevole del suo amore immenso, vive la propria vita nella prospettiva
della riparazione, queste promesse sono di nuovo offerte. E «Dio
è fedele» (1 Cor 10,13).
Eccole, secondo la
prima antica lettura:
Le
dodici promesse
1. Darò loro (alle persone devote del mio Cuore) tutte le grazie
necessarie al loro stato.
2. Metterò la pace nelle loro famiglie.
3. Le consolerò in tutte le loro afflizioni.
4. Sarò il loro rifugio in vita e soprattutto nella loro morte.
5. Benedirò le loro imprese.
6. I peccatori troveranno misericordia.
7. I tiepidi diventeranno ferventi.
8. I ferventi saliranno presto a grande perfezione.
9. Benedirò il luogo dove l'immagine del mio Cuore sarà
esposta e onorata. 10. Darò
loro le grazie di toccare i cuori più duri.
11. Le persone che propagano questa devozione avranno il loro nome
scritto nel mio Cuore e non sarà mai cancellato.
12. Io prometto nell'eccesso grande di misericordia del mio Cuore
che il suo amore onnipotente accorderà a tutti coloro che si
comunicheranno il primo venerdì del mese, per nove mesi consecutivi,
la grazia della penitenza finale e non morranno in mia disgrazia né
senza ricevere i sacramenti e il mio Cuore sarà per essi un
asilo sicuro negli ultimi momenti.